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Il teatro degli orrori - Il mondo nuovo

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12.90

Il teatro degli orrori - Il mondo nuovo (LTD-052)

01. Rivendico
02. Io cerco te
03. Non vedo l'ora
04. Skopje
05. Gli Stati Uniti d'Africa
06. Cleveland – Baghdad
07. Martino
08. Cuore d'oceano
09. Ion
10. Monica
11. Pablo
12. Nicolaj
13. Dimmi addio
14. Doris
15. Adrian
16. Vivere e morire a Treviso

La Tempesta Dischi (LTD-052)

Volevamo intitolarlo Storia di un Immigrato.

Il riferimento tanto esplicito a De André sembrava una splendida provocazione, tanto più significativa in quanto il disco è stato immaginato e desiderato "a concetto", come infatti è, e come lo fu appunto Storia di un Impiegato. Per pudore, Il Teatro degli Orrori ha preferito un titolo più metaforico e immaginifico: IL MONDO NUOVO. Un concept album, dunque, costituito da 16 istantanee che sono tutte piccole biografie: storie di emigrazione e di migranti, narrate nella loro intimità, che le rende così simili alla vita di chi non emigra, di chi resta, ma comunque combatte la battaglia della vita, della propria esistenza.
IL MONDO NUOVO narra il viaggio e la speranza, la lontananza e la solitudine, l'amore la violenza e la morte, e tenta un affresco dell'Italia dell'oggi, e del mondo che la circonda. Roba da matti. IL MONDO NUOVO è un disco inevitabilmente "politico". Perché narrare l'immigrazione è, oggi, mettere il dito nella piaga più profonda della società italiana, dove si scontrano gli anticorpi democratici con i batteri e i virus della xenofobia, dell'intolleranza, della paura dell'altro, in un'assurda concatenazione di piccole e grandi ignoranze, incomprensioni, inconsapevolezze, ataviche manchevolezze di una società che in questi ultimi anni è cresciuta involvendosi in una sorta di analfabetismo etico, morale, e politico.
IL MONDO NUOVO è un disco di lotta. Senza partigianerie o militanze di sorta, questa è una raccolta di canzoni che dicono, o vorrebbero dire, una cosa semplice ma purtroppo nient'affatto scontata: il pianeta-mondo è il nostro paese comune, e la nostra vera patria. È un'esortazione, affinché sia finalmente possibile riconoscerci gli uni e gli altri come donne e uomini portatori dei medesimi diritti.

Come è consuetudine nelle produzioni de Il Teatro degli Orrori, numerose citazioni letterarie per così dire "alte", sono presenti fra i brani. In particolar modo in Martino, una storia di violenza e sopraffazione narrata disarticolando e decontestualizzando i versi de Il Compagno, di Esenin (e salutando nuovamente De Gregori, vero amore di Pierpaolo); in Pablo, dove una celebre pagina di Céline da Viaggio al Termine della Notte incontra Stratanovskij; in Skopje, istantanea della vita di un migrante macedone a Marghera, raccontata anche attraverso i versi di Brodskij. Infine in Adrian il sicario, scritta insieme all'amico Marco Catone, che grazie al Rimbaud di Sangue Cattivo sembra un affresco horror delle mafie che si impadroniscono dell'esistenza di giovani sbandati in cerca di gloria e denaro. Doris è invece una rivisitazione dell'omonima canzone degli Shellac, "trascinata" nel "qui ed ora": non una cover, sia ben inteso, piuttosto un omaggio ad una delle band che più hanno ispirato la musica del Il Teatro degli Orrori, un po' come era accaduto con Dio Mio, nel primo album, rivisitazione di Eyeball degli Scratch Acid, non a caso band storicamente attigua agli Shellac.

Nella convinzione che rock e poesia possano sposarsi felicemente e dare alla luce canzoni così diverse da quelle a cui la musica leggera italiana ci abitua noiosamente da anni, Pierpaolo questa volta, ha voluto esagerare.

Un capitolo "non a parte" merita Ion. Questa canzone triste e disperata sembra riassumere tutte le caratteristiche narrative del disco. Nell'abito familiare della canzone d'amore, si nasconde la tragedia di Ion Cazacu, operaio rumeno ucciso col fuoco nel 2000 a Varese. Alla memoria di Ion Cazacu, eroe civile di un'Italia che combatte una guerra intestina fatta di piccole e grandi prevaricazioni quotidiane, dedichiamo questa canzone. La dedica è giusto e bello estenderla a tutti gli onesti ed industriosi lavoratori stranieri, che rendono grande e prosperosa la nostra economia, ma ai quali non viene quasi mai riconosciuta l'importanza ed il valore del ruolo essenziale che essi svolgono per il benessere di tutti.

Ringraziamo con il cuore Nicoleta Cazacu, che ci ha amorevolmente permesso la pubblicazione del brano.

IL MONDO NUOVO è stato registrato e mixato presso il S.A.M. Studio a Lari (PI), La Sauna a Varano Borghi (VA), e le Officine Meccaniche (MI) da Giulio Ragno Favero, tra Agosto e Dicembre 2011; masterizzato il 7 e 8 Dicembre presso l'Air Mastering Studio di Londra, da Matt Colton. Gli assistenti in studio, alla cui professionalità e genuino entusiasmo il gruppo deve un grazie grande ed affettuoso, sono stati Marco Gorini, Andrea Ciacchini, Andrea Cajelli.

IL MONDO NUOVO è la terza fatica full-lenght de Il Teatro degli Orrori. Il suono è quello del rock contemporaneo, attento agli sviluppi più o meno recenti, individuabili sopratutto nel rock europeo, ma risente del desiderio e dell'ambizione di esplorare territori nuovi e diversi, un po' come un viaggiatore ama migrare nel mondo, in città sconosciute, per vedere, conoscere, imparare. Le canzoni sono state pensate nel senso e nella direzione di una dialettica fra musica e parole, che possa e sappia generare evocazioni inedite. Ma questo disco è innanzitutto il risultato di un processo lungo e paziente di auto-apprendimento, perché fare musica non è scontato, ma è una sfida nei confronti propri e della propria storia culturale ed artistica. È, quindi, una tentazione divenuta tentativo, una scommessa col futuro, lo sforzo di quattro musicisti di crescere ancora, di fuggire dai propri stessi cliché, di ricercare una personalità specifica mai conquistata una volta per sempre.

Se tutto ciò sia vero o no, lo decideranno coloro che avranno la voglia e la pazienza di cimentarsi con questi ben settanta minuti di nuova musica rock italiana.

Non soltanto negli special-thanks, nell'album compaiono, signore e signori: Egle Sommacal, Rodrigo D'Erasmo, Mirco Mencacci, Andrea Appino, Annapaola Martin, Mara Haregu Pagani, Aucan, Marco Catone, Stefano Pilla, Fabio Rondanini, Richard Tiso, Carlo Garof, Caparezza.

La copertina del disco si intitola Face Cancel, opera originale del maestro Roberto Coda Zabetta a cui va senza indugi tutta la riconoscenza de Il Teatro degli Orrori.

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